Quando si parla risparmio si pensa spesso agli investimenti: trovare il prodotto migliore, ottenere un rendimento maggiore, scegliere il momento giusto per entrare sui mercati.
Ma il primo rendimento da ricercare, soprattutto per chi fatica ad accumulare risparmi, è quello che deriva da una migliore gestione delle proprie risorse.
Il punto di partenza è inevitabilmente conoscere le proprie spese. Non è necessario trasformarsi in contabili della famiglia e registrare per sempre ogni caffè acquistato, ma almeno periodicamente è utile capire quanto spendiamo, per cosa lo spendiamo e quali costi incidono maggiormente sul bilancio familiare.
Fatto questo, spesso è possibile ottenere risultati concreti senza particolari rinunce e senza modificare significativamente il proprio tenore di vita.
Programmare oggi le spese di domani
L’automobile prima o poi dovrà essere sostituita. Un figlio potrebbe aver bisogno di un motorino. Arriveranno spese per elettrodomestici, manutenzione della casa o altre necessità prevedibili.
Perché aspettare il momento dell’acquisto e finanziarlo?
Accantonare mensilmente una somma destinata a queste spese significa arrivare all’acquisto disponendo, almeno in parte, del capitale necessario.
La differenza è sostanziale: invece di pagare interessi a chi ci presta il denaro, possiamo ottenere un rendimento sulle somme che stiamo progressivamente accumulando.
Non occorre conoscere esattamente quando arriverà la spesa. È sufficiente sapere che, prima o poi, arriverà.
L’automobile costa anche dopo averla acquistata
Quando scegliamo un’auto tendiamo a guardare prezzo, estetica e prestazioni. Molto meno frequentemente calcoliamo quanto ci costerà mantenerla.
Consumi, assicurazione, bollo, manutenzione, pneumatici e svalutazione possono creare differenze di migliaia di euro nel corso degli anni.
Prima dell’acquisto sarebbe quindi utile verificare il costo medio di gestione del modello che stiamo considerando.
L’automobile dovrebbe essere scelta non soltanto sulla base di quanto possiamo spendere per comprarla, ma anche di quanto ci costerà ogni anno possederla. Un modello più prestigioso può avere un prezzo d’acquisto accessibile, soprattutto se usato, ma costi di gestione poco coerenti con il bilancio familiare.
Assicurazione auto: confrontare prima di rinnovare
Prima di ogni rinnovo RCA vale la pena verificare le alternative.
Non significa necessariamente cambiare compagnia ogni anno, ma semplicemente sapere se il prezzo che stiamo pagando è ancora competitivo.
Un risparmio di 100 o 200 euro l’anno può sembrare modesto. Ripetuto per molti anni diventa una somma significativa, ottenuta senza alcuna rinuncia.
Energia: non possiamo prevedere i prezzi, ma possiamo gestire il rischio
Chi è già nel mercato libero può confrontare periodicamente le offerte e, quando si presentano condizioni interessanti, valutare contratti a prezzo fisso anche di durata pluriennale.
Il vantaggio non consiste nell’indovinare il momento in cui l’energia avrà raggiunto il prezzo minimo, cosa estremamente difficile.
Un prezzo bloccato consente invece di rendere prevedibile una parte delle spese familiari e di proteggersi da eventuali forti aumenti. Se successivamente il mercato dovesse offrire condizioni significativamente migliori, sarà comunque possibile verificare la convenienza di cambiare nuovamente offerta o fornitore.
Mutuo: anche la certezza della rata ha un valore
Un ragionamento simile può essere fatto sul mutuo.
Con un tasso variabile possiamo beneficiare della discesa dei tassi, ma dobbiamo anche essere in grado di sopportarne gli eventuali aumenti.
Il tasso fisso consente invece di conoscere fin dall’inizio l’impegno della famiglia. E se in futuro i tassi dovessero diminuire sensibilmente, surroga e rinegoziazione permettono di cercare condizioni migliori.
La prevedibilità delle spese familiari non è soltanto tranquillità: è anche uno strumento di pianificazione.
La liquidità non deve necessariamente rimanere infruttifera
Molte famiglie mantengono somme anche consistenti sul conto corrente senza alcuna remunerazione.
Una parte della liquidità è naturalmente necessaria per le spese correnti e per affrontare gli imprevisti. Ma quando le disponibilità sono stabilmente superiori alle necessità, si possono valutare conti remunerati, depositi o strumenti monetari coerenti con le proprie esigenze e con il proprio profilo di rischio.
Una differenza dell’1,5-2% annuo su 30.000 euro significa 450-600 euro lordi ogni anno.
Non sono rendimenti straordinari. Sono semplicemente risorse che, diversamente, rimarrebbero inutilizzate.
Fondo pensione negoziale: attenzione a ciò a cui si rinuncia
Quando il contratto di lavoro prevede un fondo pensione negoziale e un contributo del datore di lavoro subordinato al versamento del lavoratore, non aderire può significare rinunciare a una componente aggiuntiva della propria remunerazione.
A questo si aggiungono i benefici fiscali previsti per la previdenza complementare.
Prima ancora di confrontare rendimenti e comparti, quindi, è utile verificare quali opportunità siano previste dal proprio contratto di lavoro e quanto possa costare non utilizzarle.
Telefonia e smartphone: meglio separare le due decisioni
Le offerte telefoniche che includono uno smartphone possono rendere meno evidente sia il costo del dispositivo sia quello del servizio telefonico.
Meglio quindi separare le due scelte: confrontare le tariffe sulla base dei servizi effettivamente necessari e, separatamente, valutare l’acquisto dello smartphone.
Un telefono da 1.500 euro pagato in 30 rate da 50 euro al mese costa sempre 1.500 euro. La rateizzazione non lo rende meno costoso: distribuisce semplicemente la spesa nel tempo e può inoltre vincolare il cliente per un lungo periodo a una determinata offerta o a un determinato operatore.
Allo stesso modo, sostituire uno smartphone ancora perfettamente funzionante ogni due o tre anni comporta una spesa ricorrente facilmente quantificabile in diverse centinaia di euro l’anno.
Separare l’acquisto del telefono dalla scelta dell’operatore rende più semplice confrontare i prezzi e conoscere il costo effettivo di entrambe le componenti.
Anche i piccoli patrimoni meritano attenzione
«Sono pochi soldi, li lascio dove sono» è una frase molto comune.
Ma proprio chi dispone di un patrimonio limitato dovrebbe evitare che una parte significativa del rendimento venga assorbita da costi inutilmente elevati.
Conti correnti, dossier titoli, fondi, polizze e altri strumenti finanziari dovrebbero essere verificati periodicamente.
Un punto percentuale annuo di costi aggiuntivi può sembrare poco, ma ripetuto per dieci o vent’anni produce differenze importanti.
La fedeltà commerciale raramente paga
Questo principio accomuna molti degli esempi precedenti.
Banche, assicurazioni, energia, telefonia e numerosi altri servizi utilizzano spesso le condizioni più interessanti per acquisire nuovi clienti, mentre chi mantiene per anni lo stesso rapporto rischia di non beneficiare delle offerte disponibili sul mercato.
Questo non significa cambiare continuamente banca, assicurazione o fornitore per risparmiare pochi euro.
Significa semplicemente non confondere l’abitudine con la convenienza.
Una volta all’anno può essere sufficiente dedicare qualche ora a controllare conto corrente, assicurazioni, energia, telefonia, investimenti e abbonamenti.
Il risparmio non nasce soltanto dalle rinunce
Forse è questo il punto più importante.
Risparmiare non significa necessariamente vivere peggio oggi per stare meglio domani.
Molto spesso significa pagare meno per ottenere lo stesso servizio, programmare una spesa invece di finanziarla, evitare costi inutili, utilizzare opportunità che già abbiamo a disposizione e ottenere una remunerazione dalle somme temporaneamente inutilizzate.
Cento euro risparmiati sull’assicurazione, qualche centinaio ottenuto dalla liquidità, minori interessi su un finanziamento, un contratto energetico più conveniente, minori costi bancari e il contributo datoriale a un fondo pensione, presi singolarmente, possono sembrare poca cosa.
Sommati e ripetuti ogni anno possono invece fare la differenza tra una famiglia che non riesce a risparmiare e una che costruisce progressivamente un patrimonio.
Solo a quel punto arriva il compito degli investimenti: far crescere ciò che una corretta gestione delle risorse familiari ha permesso di non spendere.



Molto spesso si parla in Italia di asimmetria informativa. A cosa si fa riferimento?